L’auto diventa intelligente, ecco la Quattroruote Summa
di Giuseppe Cutrone - Venerdì 29 Gennaio 2010 alle 09:12
La Quattroruote Summa è un prototipo dalle linee abbastanza convenzionali ma nato su un progetto assai particolare. Alla base di questo progetto c’è, come si può capire dal nome, la principale rivista italiana del settore dell’auto, Quattroruote, che ha realizzato questo interessante veicolo in collaborazione con Mid e Baolab e altre aziende dell’automotive.
La vettura è abbastanza ampia per accogliere comodamente quattro adulti ed è costruita su un telaio “spaceframe” in acciaio e Asa, un polimero più resistente e più ecologico della comune plastica con il vantaggio, non indifferente, di non necessitare di verniciatura, visto che può essere colorato come si vuole già in fase di produzione.
I finestrini laterali e tutte le superfici vetrate si avvalgono invece del policarbonato che consente di risparmiare sul peso, mentre il propulsore scelto dai tecnici che l’hanno creato è un benzina turbo da 130 CV unito ad un cambio automatico a doppia frizione.
Le luci diurne e gli indicatori di direzione sono di tipo a LED, diversamente dal resto delle luci che sono invece di tipo tradizionale. Interessante invece l’impianto frenante, che vede l’adozione d un sistema “multidisco” capace di ridurre i pesi, aumentare la potenza della frenata e di trattenere all’interno le polveri generate dall’azione della pastiglia sul disco.
L’abitacolo si dimostra essenziale ed efficiente come il resto della vettura, con il volante che ruota in sincronia con il quadro strumenti per non pregiudicare la visibilità degli indicatori quando si percorre un tornante, ad esempio, mentre diversi particolari sono rivestiti da un materiale atermico in grado di evitare il surriscaldamento in caso si lasci la vettura esposta al sole per molto tempo.
I tipici sedili sono stati sostituiti da una scocca termoplastica priva di imbottitura e fornita di una rete tridimensionale che dovrebbe consentire una migliore traspirazione. Ma tanta essenzialità non vuol dire rinunciare al massimo che la tecnologia mette a disposizione: ed ecco che su questo prototipo non mancano un “fantascientifico” sistema di riconoscimento dell’impronta digitale e una innovativa chiave che, oltre ad avviare e spegnere il motore, consente il collegamento WiFi ad Internet.
La Summa è in definitiva un’automobile molto interessante perché introduce diverse novità teoricamente implementabili fin da subito nei nuovi modelli, visto che le tecnologie usate per realizzarla sono già sul mercato. Ragion per cui, un suo eventuale sbarco sulla produzione in serie, porterebbe ad un listino valutato in un range che va da circa 15.000 a 20.000 euro.
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