Pininfarina B0: l’avvento di una nuova era elettrica?

b0

Dal vivo, la Pininfarina B0 al primo colpo d’occhio non appare rivoluzionaria come ci si aspetterebbe. E forse la vera rivoluzione è proprio questa. Da lontano la si potrebbe facilmente scambiare con una qualsiasi delle normalissime “segmento B” che affollano le strade.

Da vicino si notano i pannelli solari montati sul cofano e sul tetto, ma per il resto, a partire dalla gradevole eleganza delle linee, tutto verrebbe da supporre fuorché si tratti di una automobile elettrica. Negli ultimi anni ne abbiamo viste molte, dalla EV-1 alla 600 Elettrica, passando per la Th!nk e i quadricicli elettrici, ma sono sempre apparsi piuttosto goffi, fuori contesto, un poco “bruttini”. Ma ora qualcosa è cambiato. L’auto ecologica è di moda, e sono spuntate la Mini elettrica, la Tesla, ovvero auto moderne, dalle linee intriganti, dalle prestazioni eccellenti, e in più elettriche.

La B0 rappresenta il sogno, forse avverabile, della produzione di massa di veicoli elettrici: effettivamente è bella, costerà relativamente poco, ovvero meno di 34.000 Euro (ma probabilmente sarà venduta con la formula del “comodato d’uso”), non soffrirà nessun complesso d’inferiorità nei confronti delle classiche vetture a combustione interna e soprattutto sarà perfettamente utilizzabile tutti i giorni.

L’efficienza tecnologica è garantita dalle nuove batterie al litio-metal-polimeri fornite dal socio Bolloré, che sono sistemate sotto il pianale in uno speciale involucro. L’intero pacchetto batterie pesa 330 kg, vengono parzialmente ricaricate con un sistema di recupero dell’energia in frenata e permettono al motore di sviluppare circa 50 kW. Assicurano inoltre un’autonomia di oltre 250 km e una velocità massima limitata a 130 km/h, raggiungendo i 60 km/h da fermo in 6,3 secondi. Le batterie LMP si ricaricano completamente in 6 ore ma con soli dieci minuti di carica si possono fare 30 km.

Pininfarina B0 vista posteriore

La vettura è ovviamente particolarmente silenziosa in marcia e, grazie ad una curva di coppia particolarmente piatta, ne risulta una guida assolutamente fluida e scorrevole. La linea riporta chiare citazioni delle concept BirdCage 75th e della Sintesi, di cui ne è l’evoluzione, sebbene il “compattamento” del design in 3,65 m di lunghezza ha portato il posteriore ad assomigliare vagamente alla Classe A Mercedes.

Gli interni sono trapiantati dalla versione concept e appaiono quindi particolarmente moderni nel design e all’avanguardia per alcune soluzioni. Realizzati con plastiche nere e pannelli in pelle chiara, presentano una particolare illuminazione blu dei pulsanti e degli schermi. I sedili, singoli e uguali, sono 4, ben accessibili dalle 4 portiere grazie al pianale rialzato a causa delle batterie. Il portellone posteriore in vetro oscurato (tipo Smart ForFour) lascia intravedere le chicche tecnologiche celate all’interno.

In particolare il tetto è ricoperto di pannelli solari mentre all’interno è rivestito con uno speciale pannello LED a luce uniforme bianca per tutta la superficie. Fra i sedili anteriori si trova una piccola pulsantiera cromata retroilluminata blu tramite la quale si può accendere il motore e gestire la marcia. La plancia ospita due grandi schermi, uno touch screen per il controllo del climatizzatore, dell’infotainment, del livello di carica delle batterie e dell’autonomia residua. Un altro, posto a ridosso del parabrezza, funge da cruscotto digitale. Ma il particolare più innovativo è probabilmente la gestione dei flussi d’aria nell’abitacolo, che vengono equamente distribuiti da bocchette allungate, dalla forma sinuosa e ricercata, che si sviluppano su tutta la larghezza della cavità della plancia.

pininfarina interni

La B0 è un progetto che sta particolarmente a cuore alla Pininfarina, un po’ perché è la prima vettura prodotta in serie dallo storico marchio italiano, un po’ perché è un tributo allo scomparso Andrea Pininfarina, che ne ha diretto lo sviluppo. Sarà realmente capace di segnare la storia, come pronosticato dal Carrozziere di Cambiano? Forse è presto per affermarlo, ma dopo averla toccata con mano, fra tutte le proposte di auto elettrica, questa appare forse la più “concreta”, la più vicina alle necessità del consumatore comune.

È da più di un secolo vengono progettate auto a batterie e lungo il loro cammino hanno spesso incontrato molti ostacoli. Oggi, forse, siamo giunti al giusto compromesso e il mercato le attende con ansia o quasi. Se non sarà la B0 a sfondare, sarà qualcos’altro negli anni a venire, ma di certo sappiamo che il futuro, ora, non è più così distante.

I problemi ora sono altri: per esempio la B0, che avrebbe dovuto debuttare nel 2009, arriverà sul mercato nel 2011, a causa della sfavorevole situazione economica in cui si trova la Pininfarina e l’intero mondo dell’auto. È davvero giunta l’ora delle vetture elettriche?

Commenti

  1. [1]

    Se qualcuno in Italia avesse visione, coraggio e spirito pionieristico cavalcherebbe la crisi dell’auto e per domarla non perderebbe un minuto per commercilaizzare la B0 da Gennaio 2009.

  2. [2]

    la b0 da come descritta a di poco eccezzionale

    peccato che non si possa acquistarla subito…..

    se qualcuno conosce un contatto per poter almeno prenotarla….

  3. [3]

    Bisogna tenere conto del fatto che creare una linea di produzione praticamente dal nulla non è proprio una cosa da niente.. ed in periodo di crisi bisognerà attendere il momento più opportuno per trovare i giusti prezzi presso i fornitori…e soprattutto i finanziamenti esterni necessari..
    Presso i costruttori il coraggio e lo spirito pioneristico sono fondamentali ma devono scontrarsi con i problemi dell’economia reale… purtroppo!

  4. [4]

    Grazie Andrea a Paolo Pininfarina !!!! Finalmente qualcuno ha visto oltre il naso. Io, da assoluta profana in materia, da tempo andavo dicendo che bisognerebbe mettere dei pannelli solari sul tetto delle autovetture e voi l’avete fatto. BRAVI.Inoltre il vostro modello è esteticamente molto bello. Se sarà venduta in Svizzera potrei comperarla. Spero solo che fino ad allora possa aumentare un po’ l’autonomia perché per me sarebbe la sola auto a disposizione. Comunque vi sono riconoscente. GRAZIE, oltre ad essere buona cosa per voi lo è anche per tutti noi.

  5. [5]

    OK!
    ma quanto costera’?

    E.

  6. [6]

    ECCEZIONALE
    per spirito campanilistico occore che il governo aiuti concretamente a far decollare questi progetti.

  7. [7]

    Non vedo l’ora che arrivi, sperando che non costi tantissimo; ma per me sarebbe un vero affare : ho un impianto fotovoltaico da 13 Kw h, quindi viaggerei gratis, almeno per andare al lavoro. Ragazzi, organizzatevi, almeno chi ha spazio! il futuro é nel sole e nelle vetture elettriche.

  8. [8]

    Sìii, il futuro è senza fonti inquinanti, e se si può produrre in proprio l’energia ANCOR MEGLIO !! Questo è il mio sogno di libertà. Complimenti roberto !

  9. [9]

    ho letto da qualche parte che al salone di Ginevra (5-15 Marzo 2009) sarà prenotabile in preordine.

  10. [10]

    Sarei curioso di sapere i costi di ricarica delle batterie.
    Ovverosia, si percorreranno circa 250 km (a che velocità? 60 km/h? se si va a 100 si percorreranno 150 km?)

    Quanta energia viene assorbita dalle batterie durante le 6 ore di ricarica?

    Com’è possibile che con 10 minuti di carica si percorrano 30 km e con 6 ore (che equivalgono a 36 volte dieci minuti) se ne percorrano “solo” 250 e non 36*30=oltre 1000?

    Chi si può contattare per avere info al riguardo?

    E una ultima notazione…
    e’ vero che l’acquisto di questa tipologia di auto non deve venire da un discorso meramente economico, però se il repzzo è di 38,000 euro, comperando una Grande Punto 1.3 MJT a 18,000 euro con 20,000 euro di diesel (diciamo circa 15,000 litri via) quanti km fai ?
    Bisogna lavorare anche sui prezzi per generare un movimento verde di massa. Se no è tanto per fare i radicalchic (con tutto il rispetto per lo sfrozo nella ideazione e produzione di questi mezzi).

  11. [11]

    Beh il consumo di energia dipende logicamente dallo stile di guida e dalla velocità. Come per tutte le automobili, i cicli standard di calcolo dei consumi possono discostarsi anche molto dall’effettivo utilizzo reale.

    Riguardo ai tempi di ricarica, è normale che la velocità di carica non sia costante. Per esempio si pensi alla ricarica delle batterie del cellulare, che è sotto gli occhi di tutti, e che sfrutta una tecnologia davvero molto simile. E’ normale che dopo mezz’ora di carica l’indicatore del cellulare segni un livello di carica oltre il 90%, ma che per ottenere una carica completa e duratura bisogni attendere altre due ore.

    Sotto l’aspetto meramente economico, di sicuro una Grande Punto resterà nella maggiorparte dei casi ancora la soluzione più conveniente per qualche anno. Solo in un mercato di propulsione elettrica sviluppato ci si può attendere una sensibile riduzione dei costi. In fondo, nonostante l’auto elettrica sia vecchia quanto quella a benzina, stiamo ancora parlando di progetti sperimentali, per esempio le batterie “SuperCap” sono una novità e quindi molto costose. Purtroppo “per generare un movimento verde di massa” non basta l’impegno dei costruttori ma è fondamentale la risposta del mercato, che è il solo che, espandendosi, può abbassare i prezzi ed avviare il “movimento”. L’ingegneria e l’economia, il costruttore e l’acquirente, devono andare a braccetto.

    Per quanto riguarda approfondimenti segnalo, se non l’hai già visto, il sito http://www.pininfarina.it/inde.....li/B0.html , dal quale puoi anche scaricare la brochure officiale e trovare i contatti con lo staff pininfarina. Un’altra pagina interessante si trova sul sito http://www.bollore.com/ , cliccando su Activités, Batteries electriques supercapacités.

  12. [12]

    speriamo che i prezzi si abbassino! L’idea della B0, forse, è la migliore che abbia mai visto, a seguire la Phylla (per quanto riguarda le auto elettriche raggiungibili da tutti)

  13. [13]

    grazie a pininfarina!!!!!!!!!!che sia di buon esempio a grandi case automobilistiche e non solo, che hanno messo in cassa integrazione migliaia di lavoratori. e finalmente non saremo piu’ subalterni a paesi canaglia.

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